Le associazioni per crescere devono studiare

Pubblicato il 11/07/16 in Interviste

Oggi voglio farvi conoscere una delle associazioni che hanno collaborato con noi per la realizzazione dell’ultimo  seminario sui controlli fiscali nelle associazioni.

Si tratta di Arci Servizio Civile Marche (ASC Marche), emanazione regionale di  Arci Servizio Civile nazionale  e cliente di tornaconto&c. da appena un anno.

Stefano Squadroni,  non è “solo” presidente di ASC Marche, ma è anche il fulcro di altre associazioni (ASC Jesi,  Teatranti di frodo) .

Inoltre è responsabile di alcuni progetti nazionali per conto di  UISP Marche. Insomma è uno che ha energie da vendere!

 

Stefano raccontaci ASC Marche

Arci Servizio Civile Marche si occupa di servizio civile nazionale/regionale e di educazione alla pace.

Nacque oltre 10 anni fa grazie al lavoro di ASC territoriali come Ancona e Jesi. In particolare ASC Jesi, grazie all’impegno dello scomparso Ottavio Margarucci (storico presidente ARCI Jesi), ha saputo tessere preziose relazioni con le amministrazioni locali, che negli anni si sono ampliate.

Devo dire che qualche obiettivo è stato raggiunto, ma il lavoro non mai stato facile.

Da un lato abbiamo dovuto far capire agli Enti il ruolo dei volontari, il valore del loro lavoro e della loro esperienza civica (spesso i volontari venivano visti come “braccia lavoro” e basta).

Dall’altro la precarietà del “sistema” servizio civile non ci ha agevolato. Quando abbiamo iniziato questa esperienza non c’era ancora una normativa specifica e il servizio civile a volte veniva usato come strumento di campagne elettorali di una politica più o meno sensibile all’argomento.

Siamo riusciti a lavorare grazie all’enorme contributo dei nostri volontari e di UISP Jesi, che si è accollata l’onere umano e strutturale maggiore.

Con la recente riforma del Terzo Settore, che ha istituito anche il Servizio Civile Universale, speriamo in un cambio di passo che ci permetta di lavorare e crescere con un po’ di tranquillità, sia in termini di regole che di finanziamenti (qui trovi  i punti principali della riforma).

 

Perché hai deciso di impegnarti in ben quattro associazioni? Vuoi battere un primato?

Il mio impegno principale è nella UISP a vari livelli, ormai da diversi anni. Alle altre associazioni sono arrivato un po’ per caso, ma sempre spinto dalla passione.

Per me l’associazionismo non è “solo” lo spazio dove coltivare un hobby. È soprattutto tempo libero da dedicare ad una missione sociale (culturale, sociale, educativa, ambientale, ecc.). Ecco perché oggi mi trovo impegnato in tanti fronti.

Sono convinto che le associazioni abbiano un grande bisogno di formarsi e professionalizzarsi perché il futuro ci chiederà sempre maggiore abilità e conoscenza. Per questo ho aderito subito alla proposta di tornaconto&c. di ospitare il seminario.

Da parte mia cerco di dare il mio contributo nelle associazioni dove opero coordinando le risorse umane, aiutando gli altri a sentirsi a proprio agio e cercando di costruire reti per favorire lo sviluppo delle organizzazioni.

 

Quali sono le sfide maggiori che avete incontrato o che vi trovate ad affrontare più spesso?

La difficoltà maggiore per Arci Servizio Civile Marche è la relazione tra il settore pubblico e quello privato.

Gli Enti locali spesso non rispondono nei tempi e nei modi di cui il privato necessita, perché pensano che il mondo giri intorno a loro. Quando poi cercano di rispondere alle esigenze della cittadinanza, scoprono che senza il privato sociale non riescono a fornire alcuni servizi essenziali e si ritrovano a rincorrerci.

Per lavorare bene e ottenere dei risultati positivi per la collettività, sarebbe importante che la riforma del Terzo Settore fosse accompagnata da una riorganizzazione del settore pubblico.

È come avere due braccia di uno stesso corpo: se una non sa cosa fa l’altra e non lavorano in armonia, i risultati saranno sempre approssimativi.

 

Dicci una cosa positiva, ma anche una negativa del mondo dell’associazionismo

Quella positiva è che l’associazionismo tira fuori il meglio di te. Non c’è la competizione con gli altri, ma con te stesso perché vuoi fare sempre il meglio che puoi per raggiungere l’obiettivo. Vivi il costante contatto con la parte più intima e vera di te stesso e sei portato a confrontarti sinceramente sia con i tuoi compagni di ventura sia con i beneficiari dei tuoi sforzi.

Magari tanti dirigenti pubblici lavorassero con la stessa dedizione!

Quella negativa è ancora non ci sono le basi per la professionalizzazione del Terzo Settore di cui parlavo prima. Sicuramente le associazioni devono imparare a guardare al di là del proprio piccolo bacino di azione e per far questo devono formarsi.

Ma ci sono anche problemi oggettivi, come per esempio il mancato riconoscimento in ambito lavorativo delle competenze acquisite nel volontariato.

Spero che anche su questo punto i decreti attuativi della riforma del Terzo Settore diano un segnale di evoluzione.

Germana Pietrani Sgalla

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