Come scrivere i requisiti dei soci nello statuto?

Oscar:

Abbiamo l’esigenza di elencare nello statuto i requisiti che devono avere gli aspiranti soci, perché siamo una associazione che si occupa di protezione civile.

Come possiamo farlo senza violare l’art.21 del Codice del Terzo Settore?

 

Tornaconto&c. risponde:

L’art.21 del  Codice del Terzo Settore  stabilisce che lo statuto deve indicare, tra le altre cose: “i requisiti per l’ammissione di nuovi associati, ove presenti, e la relativa procedura, secondo criteri non discriminatori, coerenti con le finalità perseguite e l’attività di interesse generale svolta.

Questo paragrafo contiene tre principi fondamentali.

In primo luogo quello della “porta aperta”: gli enti associativi non profit per loro natura devono essere aperti e inclusivi nei confronti di chiunque voglia aderire e abbia i requisiti richiesti dallo statuto (ne abbiamo parlato in questo  articolo).

Per questo motivo in caso di rigetto della domanda di adesione è doveroso motivare il rifiuto all’aspirante socio.

In secondo luogo quello della non discriminazione: non si può discriminare un aspirante socio per questioni che esulano da quanto previsto dallo statuto (etnia, religione, sesso, identità/orientamento sessuale, condizioni economiche, ecc.).

Ma – e arriviamo al terzo principio – la norma stessa prevede che gli aspiranti soci debbano avere dei “requisiti” per essere accettati.

I requisiti devono essere oggettivi e collegati:

  • alle finalità perseguite dall’associazione;
  • alle attività di interesse generale realizzate.

Nel vostro caso, considerata la specificità delle attività svolte, è plausibile che richiediate dei requisiti specifici, come ad esempio l’aver seguito un corso di formazione particolare.

Ciò non andrà in contrasto con il principio di non discriminazione, poiché è rigorosamente coerente con le attività svolte.

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