I controlli fiscali: niente panico!

Pubblicato il 17/05/16 in Amministrazione e fisco

A giugno ci sarà il  seminario gratuito sui controlli fiscali nelle associazioni  (al momento non ci sono altre edizioni in programma, quindi ti consiglio di  iscriverti  subito).

Ho approfittato delle riunioni preparatorie per fare due chiacchiere con  Barbara Laconi,  nostra consulente preziosa e relatrice insieme a me durante il seminario.

 

Barbara, siamo sincere, sono davvero così pericolosi i controlli fiscali?

Se conosciamo le regole e abbiamo operato sempre in modo corretto la risposta è no.

Il problema è che la maggior parte delle associazioni spesso non sanno esattamente né che tipo di associazione sono né quali norme devono seguire.

Durante i seminari che ho svolto con tornaconto&c. e con la mia esperienza in Arci Ancona ne ho conosciute parecchie in queste condizioni.

Molte associazioni basano le proprie scelte su:

  • i consigli dell’associazione “amica” (che magari opera in un settore diverso o ha una regime fiscale diverso);
  • i consigli del consulente commerciale “amico di amici” (che magari non ha esperienza di Terzo Settore);
  • quanto si trova sul web senza avere la capacità di discernere se sia corretto per loro.

I controlli fiscali comunque restano sempre un momento di confronto e verifica insidioso, soprattutto quando i dirigenti non sanno cosa rispondere e non conoscono i propri diritti e doveri.

Per questo durante il seminario fornirò dei consigli pratici e spiegherò come operano gli ispettori fiscali, sia quando si presentano presso la sede dell’associazione, sia quando chiedono di consegnare della documentazione presso l’Agenzia delle Entrate.

 

In base alla tua esperienza, cosa controlla maggiormente l’Agenzia delle Entrate?

Senza dubbio il tesseramento, la contabilità e la tenuta dei libri sociali.

Perché sono questi i punti focali dai quali è possibile capire se si trovano di fronte ad una vera associazione non profit o se si tratta di una attività commerciale mascherata da associazione per evadere il fisco.

Va anche detto però che non si può generalizzare, perché i controlli evolvono anche in base alla situazione che gli ispettori si trovano davanti.

Voglio dire che loro arrivano con un elenco di elementi da verificare e poi, in base agli indizi che raccolgono, possono decidere di allargare il controllo anche ad altri settori.

Su questo argomento consiglio di leggere la  circolare n.16/E del 28/04/2016  dell’Agenzia delle Entrate, che detta le linee guida per i controlli nell’anno 2016 e che menziona anche il Terzo Settore.

Ne parleremo anche durante il seminario.

 

Cosa consiglieresti alle associazioni?

Per loro oggi ci sono molte sfide da affrontare: da un lato oggi non è più possibile improvvisare; dall’altro hanno pochi punti di riferimento capaci di rispondere alle esigenze di tutto il Terzo Settore (volontariato, ma anche ASD, APS e cultuali semplici).

C’è bisogno di informazione, formazione e diffusione delle buone pratiche.

Solo così il mondo dell’associazionismo di base, cioè quello medio-piccolo, potrà acquisire competenze e professionalità, attingere a nuove fonti di finanziamento e di conseguenza crescere.

Per questo penso sia prezioso cogliere le occasioni di formazione che ci sono, come quelle organizzate da tornaconto&c. ed è il motivo per cui partecipo sempre molto volentieri a questi eventi.

Germana Pietrani Sgalla

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