È tempo di raccolta…fondi

Pubblicato il 16/11/16 in Vita associativa raccolta fondi

Durante le feste natalizie si concentra il 30% delle campagne di raccolta fondi e di sensibilizzazione di tutto l’anno. E’ quindi un periodo stressante e di super lavoro per moltissime organizzazioni non profit.

Abbiamo già spiegato cos’è una  raccolta fondi.  In questo articolo risponderemo a domande che ci sono arrivate da parte di diverse associazioni. Riguardano tipologie specifiche di raccolta fondi.

Rispondiamo con un articolo, anziché con il consueto post sulla nostra  pagina Facebook,  perché non sono risposte semplici. In più pensiamo che l’argomento possa interessare molte altre associazioni, che magari stanno pianificando le proprie iniziative.

Ci concentreremo su:

  • raccolte con i salvadanai
  • vendita di beni prodotti da beneficiari di una ONLUS
  • vendite nei Charity shops

 

La raccolta fondi con i salvadanai

La domanda è: le organizzazioni non profit possono mettere dei salvadanai all’interno di esercizi commerciali?

La cosa si può fare se i fondi servono per le attività istituzionali dell’ente e se l’esercizio commerciale aderisce formalmente all’iniziativa.

Ci sono accorgimenti che bisogna mettere in atto, in base a quanto previsto dalle  Linee guida per la Raccolta fondi  stilate dall’Agenzia per il Terzo Settore. L’Agenzia è stata soppressa nel 2012, ma le indicazioni sono tuttora vigenti.

In breve, le organizzazioni devono:

  • redigere un elenco dei luoghi dove sono presenti i salvadanai e attribuire loro un numero progressivo;
  • predisporre un calendario con le date di apertura dei salvadanai e l’indicazione del luogo dove verranno effettuate le operazioni di apertura;
  • autorizzare preventivamente gli organi di controllo, ai sensi dell’art.614 del Codice Penale, ad accedere nella sede per assistere alle operazioni di apertura;
  • redigere un verbale sottoscritto da almeno due rappresentanti dell’ente, che attesta la cifra raccolta.

I salvadanai devono:

  • essere sigillati o chiusi con lucchetti e numerati (la stessa numerazione riportata nell’elenco di cui sopra);
  • riportare in modo chiaro i dati dell’organizzazione che effettua la raccolta (nome, sede, codice fiscale, riferimenti per eventuali richieste di informazioni) e la finalità della raccolta.

 

Vendita di beni prodotti dai beneficiari di una ONLUS

La domanda è: una associazione di volontariato iscritta al registro del volontariato può vendere i prodotti creati dai beneficiari dei propri progetti per raccogliere fondi?

Le associazioni di volontariato, se iscritte al Registro del Volontariato, sono  ONLUS di diritto.

Possono quindi svolgere attività di natura commerciale in forma “marginale”.

La vendita di beni realizzati dai beneficiari rientra tra le attività consentite dal  decreto del Ministero delle Finanze del 25/05/1995.

Restano sempre valide le regole legate alle raccolte fonti sancite  dall’art.143 del TUIR,  ovvero:

  • non più di 2 eventi l’anno, in concomitanza con ricorrenze, celebrazioni o campagne di sensibilizzazione;
  • i beni ceduti per la raccolta fondi devono essere di modico valore.

 

La raccolta fondi con i Charity shops

La domanda è: un’associazione può creare uno shop online per cedere regali solidali in cambio di donazioni?

Intanto chiariamo cosa sono i  Charity shops.  Sono negozi (fisici o online) gestiti da un’organizzazione umanitaria dove si vendono beni di seconda mano, donati da persone generose e rivenduti dalla stessa organizzazione.

L’obiettivo principale del Charity shop è ovviamente la raccolta fondi.

La risposta alla domanda non è facile, perché l’argomento è delicato.

Se c’è una relazione tra un bene ed un importo definito, anche minimo, siamo in presenza di attività commerciale, quindi soggetta a tassazione.

Si può parlare di donazione (quindi di raccolta fondi) quando:

  • chi riceve il bene non è tenuto ad alcun versamento, ma è libero di lasciare o no un’offerta e di deciderne autonomamente l’importo;
  • i beni ceduti sono di modico valore;
  • l’attività di raccolta è realizzata occasionalmente, in concomitanza con celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione e senza l’impiego di mezzi organizzati professionalmente.

Tutto chiaro? Speriamo che le nostre spiegazioni siano state utili a moltissime associazioni.

Chiederci una consulenza o presentarci un caso particolare è facile,  basta scriverci.

E sempre a proposito di raccolta fondi, la prossima settimana ci sarà il nostro seminario gratuito sulla progettazione!

programma

I commenti sono chiusi