Il nuovo registro CONI

Pubblicato il 21/03/18 in Vita associativa

Ci sono due novità importanti che stanno condizionando gli enti sportivi dilettantistici: il nuovo registro CONI e i nuovi contratti per le collaborazioni sportive dilettantistiche.

In questo articolo spiegherò in cosa consiste il nuovo registro CONI e quali saranno le conseguenze sia per le associazioni sportive dilettantistiche (ASD) che per le società sportive dilettantistiche (SSD).

La prossima settimana vedremo insieme in cosa consistono i nuovi contratti per le collaborazioni sportive dilettantistiche.

 

Il nuovo registro CONI: i riferimenti normativi

Cominciamo con un principio fondamentale, che tutte le ASD e SSD dovrebbero conoscere: il CONI è l l’unico organismo certificatore della effettiva attività sportiva svolta dalle società e associazioni sportive dilettantistiche (Art. 7 d.l. 136/2004 convertito nella  L. 186/2004).

Ciò significa che il CONI è l’unico soggetto decretato a certificare che una ASD svolge attività sportiva e che, di conseguenza, può usufruire delle agevolazioni fiscali e previdenziali previste per questa tipologia associativa.

Dal 2016 ad oggi il CONI ha emanato diverse delibere nelle quali ha elencato una serie di discipline sportive che gli enti sportivi dilettantistici devono praticare per avere il riconoscimento e l’iscrizione al registro CONI.

Nel dettaglio le delibere sono le seguenti:

Con queste delibere il CONI ha voluto “adottare ogni misura tesa alla corretta individuazione dei soggetti che, riconosciuti a fini sportivi, usufruiscono di trattamenti fiscali e previdenziali agevolati e per eliminare fenomeni di elusione”.

Infine, con la delibera  n.1574 del 18 luglio 2017,  il CONI ha approvato il regolamento di funzionamento del nuovo registro telematico, il cosiddetto “Registro 2.0”.

 

Il nuovo registro CONI: cos’è cambiato?

Il Registro è attivo dal 1 gennaio 2018 ed è fortemente cambiato rispetto al precedente registro,  sia nella gestione che nei contenuti.

Per facilitare le associazioni e le società sportive dilettantistiche, il CONI ha pubblicato nel suo sito una sezione che contiene le risposte ad alcuni quesiti, che aiutano nella fase di migrazione dei dati tra il vecchio ed il nuovo sistema.

 

Cosa devono fare i dirigenti sportivi?

In questa fase i presidenti ed i dirigenti degli enti sportivi devono verificare i loro statuti ed eventualmente modificarli per adattarli alle nuove norme.

Inoltre dovranno verificare la correttezza dei dati presenti nel portale del nuovo registro CONI ed eventualmente procedere a un aggiornamento (non è detto che la migrazione dal vecchio registro funzioni perfettamente).

Per fare queste operazioni, io consiglio caldamente di richiedere il supporto della federazione sportiva o dell’ente di promozione sportiva di riferimento.

Fare da soli in questo caso potrebbe portare ad errori, che sarebbero visibili anche agli enti accertatori (leggi il capitolo seguente).

 

In conclusione

Con il nuovo registro il CONI ha deciso di fare pulizia e di restringere le maglie che consentono agli enti sportivi di essere riconosciuti.

Come ho scritto all’inizio di questo articolo, il riconoscimento ha un valore strategico perché consente agli enti di beneficiare delle tante agevolazioni previste per le organizzazioni sportive.

A questo punto la domanda sorge spontanea: gli enti che non svolgono alcuna delle attività sportive elencate dal CONI che fine faranno?

La risposta è semplice, ma non bella:

  • potranno continuare a svolgere attività sportive, ma non potranno più utilizzare le agevolazioni fiscali e contributive delle ASD e SSD;
  • dovranno scegliere un’altra forma associativa più adeguata alle proprie attività e alla propria organizzazione interna;
  • si troveranno a fare i conti con la riforma del Terzo Settore, che riguarda tutto il mondo non profit tranne le ASD e le SSD (guarda  le nostre slide  per saperne di più sulla riforma).

Ultima nota importante sul registro CONI da tenere a mente: il registro è pubblico, quindi può essere consultato anche dagli enti accertatori (INPS, Ispettorato nazionale del lavoro, Agenzia delle Entrate, ecc.).

Appuntamento alla prossima settimana per la seconda parte di questo approfondimento sul mondo sportivo: affronterò l’argomento spinoso dei contratti per le collaborazioni sportive.

Vuoi maggiori informazioni su questo argomento? Vuoi sottoporci un caso specifico?  Scrivici

Germana Pietrani Sgalla

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