La progettazione: 7 errori da evitare

Pubblicato il 12/10/16 in Progettazione progettazione

Poco tempo fa ho elencato  4 buoni motivi per imparare  cos’è la progettazione e a cosa serve (a trovare fondi per le attività sociali, certo, ma non solo).

La progettazione è uno strumento fondamentale per lo sviluppo di qualsiasi associazione, ecco perché abbiamo organizzato un  seminario gratuito  su questo tema.

Per arrivare al seminario gratuito con le idee più chiare, è bene aggiungere quali sono gli errori “classici” da evitare quando si scrive un progetto.

Lo faccio prendendo spunto:

Sono consigli utilissimi per qualsiasi tipo di progetto, anche rivolto ad altri enti finanziatori (lo Stato, le Regioni, i Comuni, le Fondazioni, le Aziende, ecc.).

 

1) Non pensare alle tue attività, ma a rispondere ad un bisogno

Il progetto non deve soddisfare i desideri della tua associazione, ma la domanda dei beneficiari. Le tue attività saranno lo strumento per rispondere ad un bisogno, che deve essere chiaro e documentato.

 

2) Non scrivere un elenco di attività, ma ragiona per obiettivi

Non serve scrivere un tema su quanto siamo bravi a fare un’attività, o quante attività siamo in grado di realizzare. Appurato che c’è un problema da affrontare, definiamo gli obiettivi da raggiungere in maniera chiara e realistica.

 

3) Non pensare solo al qui ed ora

Il progetto deve produrre effetti anche dopo la sua fine. E’ un processo che una volta avviato deve essere sostenibile (cioè alimentarsi da solo) e deve continuare a sortire benefici per i destinatari anche dopo la fine del progetto stesso.

 

4) Non sottovalutare la comunicazione

Divulgare le fasi progettuali e i risultati raggiunti è molto importante: per la visibilità dell’ente finanziatore; per moltiplicare gli effetti positivi del progetto stesso e per costruire una buona reputazione all’associazione che realizza il progetto.

 

5) La coerenza ha un peso

Tutte le parti di cui si compone il progetto devono essere coerenti tra loro. Per esempio: un budget sproporzionato rispetto agli obiettivi indicati potrebbe far bocciare il progetto.

Più il progetto è stato analizzato e condiviso da tutti i soggetti che dovranno lavorarci all’interno dell’associazione, più sarà coerente e realizzabile.

Qui finiscono i consigli della Commissione Europea, ma voglio aggiungere altri due errori madornali, che ho riscontrato dopo tanti anni di lavoro con le organizzazioni non profit.

 

6) Non farti prendere dalla fretta

Scrivere un progetto è complesso e richiede il lavoro di più figure, sia interne che esterne all’associazione.

Creare un testo ad una settimana dalla scadenza del bando è il modo peggiore di affrontare il lavoro. Il risultato di solito è pessimo.

E’ meglio individuare il settore di riferimento, fare una ricerca sui possibili enti finanziatori e cominciare a lavorare senza attendere la pubblicazione del bando.

 

7) Anche l’esperienza ha un peso

Buttarsi da soli nella progettazione, senza aver mai gestito progetti né budget può rivelarsi un disastro. Sia dal punto di vista delle attività che del finanziamento.

Per esempio: un budget mal calcolato, potrebbe obbligare l’associazione ad aumentare il cofinanziamento con fondi propri.

Meglio essere previdenti e chiedere il supporto di persone esperte, sia di progettazione che di Terzo Settore.

Germana Pietrani Sgalla

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