La raccolta fondi: cos’è e come si fa

Pubblicato il 11/02/15 in Vita associativa

La raccolta pubblica di fondi è sempre più considerata uno strumento importante di sostegno per le attività svolte dalle associazioni.

I motivi sono diversi, alcuni piacevoli e altri meno.

Le raccolte pubbliche di fondi generalmente avvengono in luoghi pubblici, in occasione di giornate di sensibilizzazione su temi specifici, o in occasione di feste paesane o feste del patrono, quindi in momenti piacevoli e di aggregazione sociale. Diventano quindi divertenti anche per chi le realizza.

Inoltre la raccolta fondi può contemplare diverse attività, che mettono alla prova l’abilità dei soci in ambiti come la cucina, l’intrattenimento, l’abilità nell’esporre gli scopi associativi, ecc.

Anche questo aspetto risulta coinvolgente e i soci che partecipano alla raccolta si sentono importanti testimoni promotori dell’associazione che rappresentano.

Le attività organizzate più frequentemente sono:

  • offerta di doni (arance, piante, uova di pasqua, ecc.), vendita di dolcetti, ecc. ;
  • organizzazione di tombole, lotterie, pesche e banchi di beneficenza;
  • semplice diffusione di volantini o depliant delle attività svolte dall’associazione.

Le diverse modalità con cui si effettua la raccolta fondi sono importanti, perché a seconda delle diverse tipologie, diversi saranno gli adempimenti da porre in essere.

Per esempio: si vuole allestire un banchetto? Organizzare un concertino? Un punto ristoro con bar e panini? Stampare manifesti o locandine promozionali? Ognuna di queste attività richiede l’osservanza di regole diverse, comunali e/o nazionali.

La complessità delle normative e la difficoltà delle associazioni di avere interlocutori esperti che possano aiutarle è uno dei lati negativi della raccolta fondi.

 

Dal punto di vista fiscale

Le raccolte pubbliche di fondi sono completamente esentasse (salvo le tombole, pesche e banchi di beneficenza), anche se rivolte a persone non socie, ma devono rispondere a specifici requisiti.

Inoltre, bisogna redigere un rendiconto apposito per ogni singola raccolta fondi organizzata durante l’anno, eventualmente accompagnato da una relazione illustrativa.

Il rendiconto dovrà essere allegato al rendiconto generale annuale dell’associazione e conservato in archivio insieme con tutti gli altri documenti fiscali.

Esiste anche la possibilità da parte dei donatori di detrarre o dedurre le erogazioni liberali verso gli enti del terzo settore e queste agevolazioni contribuiscono a stimolare una maggiore generosità in chi dona, se opportunamente rese note dalle associazioni.

Devo chiedere delle autorizzazioni per organizzare una raccolta fondi?

Come posso promuovere la raccolta?

Come si compila il rendiconto di una raccolta fondi? E la relazione?

Che beni o servizi posso offrire ai donatori?

Come deve essere fatta la ricevuta al donatore per detrarre/dedurre il costo nella dichiarazione dei redditi?

A tutte queste domande e a molte altre risponderemo al corso  Facciamo i conti?

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