Per il crowdfunding donation based serve la partita IVA?

Pubblicato il 29/01/18 in Amministrazione e fisco, tornaconto&c. risponde

Federico:

Ho letto il vostro  articolo sul crowdfunding  con molto interesse.

Essendo le donazioni di modico valore non soggette a IVA e non essendo necessario dichiararle, lo stesso ragionamento può essere applicato al crowdfunding donation based?

In poche parole: sarebbe possibile avviare una campagna senza essere in possesso di partita IVA e senza dover dichiarare alcunché?

 

Tornaconto&c. risponde:

Il crowdfunding donation based può essere fatto anche da una persona fisica.

Si tratta di un finanziamento sotto forma di donazione liberale da parte di sostenitori di un determinato progetto.

Queste donazioni consentono all’autore dell’idea progettuale di portare avanti una causa meritevole.

È bene precisare però che il donatore in cambio del proprio sostegno in denaro non deve ricevere alcuna ricompensa o premio.

In base al tipo di soggetto proponente il progetto da finanziare si applica una specifica disciplina fiscale. Nel tuo caso parliamo di persona fisica e quindi di IRPEF.

Ai fini IRPEF le risorse raccolte con il crowdfunding che hai descritto possono qualificarsi come reddito da lavoro autonomo non esercitato abitualmente, quindi in maniera occasionale e non in modo professionale.

Tieni presente che se i proventi raccolti sono inferiori a € 4.800 sei esente da dichiarazione dei redditi.

Per approfondire il tema delle raccolte fondi e delle loro implicazioni fiscali iscriviti al nostro seminario formativo gratuito sul finanziamento e le raccolte fondi degli ETS dopo la riforma.

 

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