Pioggia di bonus e incentivi fiscali anche per il Terzo Settore

Pubblicato il 07/02/18 in Amministrazione e fisco

Nel  Codice del Terzo Settore  e nella  Legge di bilancio 2018  sono previsti molti bonus e agevolazioni fiscali, anche per il Terzo Settore.

Alcuni di questi provvedimenti li abbiamo già esaminati, in particolare  le erogazioni liberali e il Social Bonus.

Oggi ci concentreremo su tutti gli altri incentivi – e sono molti – che potrebbero interessare gli enti non profit e le nuove società sportive dilettantistiche lucrative.

 

Agevolazioni dal Codice del Terzo Settore

Oltre alle erogazioni liberali e al Social Bonus, già citati sopra, il Codice ha previsto alcune esenzioni importanti.

 

Imposta sulle successioni e donazioni

L’imposta non si applica sulle successioni e donazioni per i trasferimenti gratuiti di beni, compresi gli immobili, a favore di enti del Terzo Settore. Sono comprese le cooperative sociali, mentre sono escluse le imprese sociali costituite in forma di società.

L’esenzione si applica solo a condizione che i beni donati siano utilizzati per lo svolgimento dell’attività statutaria ai fini dell’esclusivo perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

 

Imposte di registro, ipotecaria e catastale

Queste imposte non si pagano negli stessi casi descritti sopra per le successioni e donazioni.

Si pagano invece in misura fissa, pari a € 200 ciascuna, in caso di trasferimenti a titolo oneroso della proprietà di beni immobili e altri diritti reali immobiliari a favore degli enti del Terzo Settore. Sono comprese sia le cooperative sociali che le imprese sociali.

L’agevolazione si applica a condizione che i beni siano usati, entro 5 anni dal trasferimento, in diretta attuazione degli scopi istituzionali o dell’oggetto sociale.

 

Bonus e agevolazioni dalla Legge di bilancio 2018

 

Per il mondo sportivo

Le novità per le associazioni sportive sono molte e sostanziose. Le elenchiamo di seguito in maniera breve (per consulenze specifiche  basta scriverci):

  • cambiano le regole per il lavoro sportivo e si alza la soglia che non concorre a formare reddito imponibile per gli sportivi dilettanti (i dettagli sono in questa  risposta ad una ASD);
  • nasce la nuova società sportiva lucrativa;
  • l’IRES è ridotta alla metà per le SSD lucrative riconosciute dal CONI;
  • vengono rivisti i criteri di ripartizione delle risorse derivanti dalla cessione dei diritti televisivi del campionato di calcio;
  • viene introdotto un credito d’imposta del 12% per gli interventi di ristrutturazione degli impianti (per società di serie B, Lega pro e Lega nazionale dilettanti);
  • viene sancito il principio che le assegnazioni di impianti sportivi pubblici o di palestre scolastiche dovranno essere concesse in via preferenziale a società/associazioni sportive non lucrative rispetto alle nuove società sportive con scopo di lucro;
  • nasce il “fondo sport e periferie” dotato di 10 milioni di euro annui (entro il 30/04/2018 dovrebbe essere emanato un decreto con i criteri e le modalità di gestione delle risorse);
  • nasce anche il “fondo unico a sostegno del potenziamento del movimento sportivo italiano”, dotato di 12 milioni di euro per il 2018 e con importi a scalare per gli anni successivi, con l’obiettivo di finanziare progetti per l’avviamento dei disabili allo sport, eventi sportivi di rilevanza internazionale, sostenere la maternità delle atlete non protagoniste e la realizzazione di eventi sportivi femminili nazionali e internazionali (entro il 28/02 di ogni anno dovrebbe essere emanato un decreto per l’utilizzo del fondo);
  • spunta lo “sport bonus”, ossia un credito di imposta riconosciuto alle imprese per erogazioni in denaro finalizzate ad interventi di restauro o ristrutturazione di impianti sportivi pubblici;
  • l’IVA viene ridotta al 10% per i servizi di carattere sportivo resi nei confronti di chi pratica l’attività sportiva a titolo occasionale o continuativo in impianti gestiti da SSD;
  • solo per gli steward degli stati di calcio di serie A viene reintrodotta la possibilità di prestazioni occasionali fino a € 5.000.

 

Credito d’imposta per le imprese culturali e ricreative

È riconosciuto un credito d’imposta nella misura del 30% dei costi sostenuti per attività di sviluppo, produzione e promozione di prodotti e servizi culturali.

 

Promozione del welfare di comunità

A favore delle fondazioni bancarie che finanziano progetti destinati alla promozione del welfare di comunità è riconosciuto un credito d’imposta pari al 65%.

 

IVA sugli spettacoli teatrali

Estensione dell’aliquota ridotta al 10% agli spettacoli teatrali di qualsiasi tipo, anche nei casi in cui le relative prestazioni siano condotte da intermediari.

Attenzione: l’agevolazione si applica solo alle prestazioni rese direttamente dall’artista al pubblico, quindi non per le spese di organizzazione (vedi  ordinanza della Corte di Cassazione).

 

Franchigia per compensi da attività musicali

Alla stregua di quanto accade per le attività sportive dilettantistiche, viene aumentato da € 7.500 a € 10.000 il limite entro cui le indennità, i rimborsi forfettari, i premi ed i compensi erogati non concorrono a formare reddito imponibile.

 

Credito d’imposta per l’acquisto di uno strumento musicale nuovo

È esteso al 2018 il contributo una tantum pari al 65% del prezzo finale dello strumento, per un massimo di € 2.500.

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