I vantaggi dell’associazione di promozione sociale sportiva dilettantistica

Nell’articolo “Cos’è una associazione di promozione sociale sportiva dilettantistica”  ho parlato della possibilità per un’associazione di promozione sociale (APS) di avere il riconoscimento anche di associazione sportiva dilettantistica (ASD).

Ora riprendo il discorso chiarendo i vantaggi che questa tipologia associativa porta con sé.

Prima di partire però è molto importante dirci fuori dai denti che l’associazione di promozione sociale sportiva dilettantistica è una tipologia associativa complessa e richiede molta attenzione, anche durante la gestione quotidiana,

Non è il caso quindi di fondarla o trasformarne una già esistente a cuor leggero.

Bisogna affidarsi ad un consulente esperto di Terzo Settore, il quale farà un accurato esame:

  • dei documenti statutari (se l’associazione già esiste);
  • dello scopo sociale;
  • delle attività da svolgere e delle modalità che si intendono seguire;
  • del personale impiegato (volontario e/o dipendente).

Decidere solo in base ai vantaggi sarebbe una scelta superficiale che si pagherebbe a caro prezzo in seguito.

 

Le leggi di riferimento

Le APS e le ASD hanno in comune gran parte dei requisiti statutari richiesti dalle normative vigenti. Tra questi, ci sono la finalità di utilità sociale e l’attività non lucrativa.

Possono quindi convivere in un unico “organismo”, il quale è tenuto a seguire le normative civilistiche e fiscali di entrambe le tipologie associative:

Il nuovo “organismo” dovrà tenere presente anche  l’elenco delle discipline sportive dilettantistiche riconosciute dal CONI.  Sono queste infatti a dare accesso alle agevolazioni previste per il settore sportivo dilettantistico.

L’associazione di promozione sociale sportiva dilettantistica che possiede tutti i requisiti descritti sopra, deve iscriversi sia al CONI che ad un registro delle APS (nazionale/regionale).

Grazie a queste iscrizioni, può accedere ai vantaggi sanciti dalle leggi di riferimento.

 

I principali vantaggi dell’associazione di promozione sociale sportiva dilettantistica

Chiariamo subito che le agevolazioni fiscali sono materia assai delicata. Non è detto che l’associazione di promozione sociale sportiva dilettantistica possa usarle per tutte le attività che svolgerà.

Anche in questo caso è fondamentale affidarsi ad un consulente esperto di Terzo Settore, il quale saprà consigliare per il meglio dopo aver valutato l’opportunità e l’aderenza sia formale che sostanziale alle normative.

Ricordiamoci sempre che in caso di verifica fiscale le sanzioni sono molto pesanti. Quindi non pensiamo ai vantaggi immediati, bensì impegniamoci ad evitare i problemi alla fonte.

I principali vantaggi sanciti dalla L. 383/2000 per le APS sono:

  • i creditori devono fare rivalsa sul patrimonio sociale e solo in via sussidiaria sul patrimonio del presidente e/o dei consiglieri (art.6 comma 2);
  • la prestazione di servizi in favore dei familiari conviventi dei soci è equiparata ai fini fiscali alle prestazioni rese ai soci (art.20 comma 1);
  • la possibilità di stipulare convenzioni con Stato, Regioni, Province, Comuni ed Enti Locali (art.30);
  • la possibilità di utilizzare temporaneamente strutture pubbliche a titolo gratuito, di ottenere la concessione di licenze temporanee per la somministrazione di alimenti e bevande e la possibilità di esercitare attività turistiche per i propri associati (art.31);
  • la sede sociale ed i locali nei quali vengono svolte le attività sono compatibili con tutte le destinazioni d’uso previste per legge, indipendentemente dalla loro specifica destinazione urbanistica (art.32 comma 4).

Altro punto di forza delle APS: per quelle riconosciute a livello nazionale o affiliate ad un ente nazionale di promozione sociale, non si considerano commerciali né la somministrazione di alimenti e bevande effettuata presso la sede in cui viene svolta l’attività istituzionale né l’organizzazione di viaggi e soggiorni turistici (art. 148 comma 5 del TUIR), sempre che tali attività vengano svolte nei confronti degli associati o dai familiari conviventi degli associati (comma 1 art. 20 L. 383/2000).

Punto debole delle APS: a loro non si applica l’art. 149 comma 4 del TUIR, al contrario delle ASD.

Nel caso in cui l’APS svolga attività commerciale prevalente nel corso del periodo di imposta può, limitatamente a tale periodo, vedersi disconosciuta la natura di ente non commerciale con la conseguente impossibilità di fruire delle agevolazioni dell’art. 148 TUIR e L. 398/1991.

Il principale vantaggio portato in dote dalle ASD è sostanzioso: la possibilità di erogare compensi sportivi assoggettati a trattamenti fiscali di favore  (art.67 comma 1 lettera m e art.69 TUIR).

 

In conclusione

L’associazione di promozione sociale sportiva dilettantistica può godere di gran parte dei vantaggi previsti da entrambe le tipologie associative.

È questo piatto ricco di agevolazioni – in particolare fiscali e contributive – che la rende allettante.

Ma è anche il suo punto di debolezza perché la pone sotto i riflettori degli organi di controllo. Giustamente dico io: a maggiori vantaggi deve corrispondere maggiore responsabilità e trasparenza.

Per questo è doveroso che ogni eventuale trasformazione e/o iscrizione a qualche registro venga deliberata dall’assemblea straordinaria dei soci.

Infine, lo ripeto ancora una volta: prima di prendere qualsiasi decisione è bene affidarsi ad un consulente esperto di Terzo Settore, per essere sicuri che l’associazione di promozione sociale sportiva dilettantistica sia la strada giusta.

Germana Pietrani Sgalla

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