Compensi sportivi dilettantistici: nuovi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

collaboratori sportivi dilettantistici

Dopo le recenti sentenze della Cassazione, che abbiamo descritto in  questo articolo,  anche l’Agenzia delle Entrate è intervenuta con due risposte riguardanti i compensi sportivi dilettantistici di particolari collaboratori sportivi.

 

Compensi sportivi dilettantistici: cosa prevede la disciplina fiscale

L’art.67 co.1 lettera m)  del TUIR specifica che rientrano tra i redditi diversi anche le indennità di trasferta, i rimborsi forfetari di spesa, i premi e i compensi erogati “nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche dal CONI, dalla società Sport e salute Spa, dalle Federazioni sportive nazionali, dall’Unione Nazionale per l’Incremento delle Razze Equine (UNIRE), dagli enti di promozione sportiva, dagli enti VSS (Verband der Südtiroler Sportvereine – Federazione delle associazioni sportive della Provincia autonoma di Bolzano) e USSA (Unione delle società sportive altoatesine) operanti prevalentemente nella provincia autonoma di Bolzano e da qualunque organismo, comunque denominato, che persegua finalità sportive dilettantistiche e che da essi sia riconosciuto. Tale disposizione si applica anche ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo gestionale di natura non professionale resi in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche”.

Per dirla in modo più diretto, sono redditi diversi quelli che scaturiscono da prestazioni sportive aventi le seguenti caratteristiche:

  • senza vincolo di subordinazione tra società/associazione e collaboratore;
  • prive del carattere di professionalità.

Per i redditi diversi sopra citati si applica il regime agevolativo  dell’art.69 co.2  del TUIR (modificato dall’art.1 co.367, lettere a) e b) della L.205/2017): “Le indennità, i rimborsi forfettari, i premi e i compensi (di cui alla lettera m) del comma 1 dell’articolo 67) non concorrono a formare il reddito per un importo non superiore complessivamente nel periodo d’imposta a 10.000 euro. Non concorrono, altresì, a formare il reddito i rimborsi di spese documentate relative al vitto, all’alloggio, al viaggio e al trasporto sostenute in occasione di prestazioni effettuate fuori dal territorio comunale”.

Si applica inoltre l’art.25 co.1 L.133/1999,  riguardante le disposizioni tributarie in materia di associazioni sportive dilettantistiche (imposizione ritenute alla fonte in base agli scaglioni di reddito).

In applicazione delle suddette disposizioni, sui redditi fino a 10.000 euro gli sportivi dilettanti:

  • non sono tenuti a pagare l’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF);
  • non hanno l’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi.

Sui redditi superiori a 10.000 euro e fino a 30.658,28 euro viene applicata una ritenuta alla fonte a titolo d’imposta pari al 23%, maggiorata delle imposte addizionali regionali e comunali.

Anche per tali importi non sussiste l’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi.

Sulle somme che eccedono la soglia di 30.658,28 euro è applicata una ritenuta alla fonte a titolo di acconto del 23% (che corrisponde all’aliquota fissata per il primo scaglione IRPEF), a cui si aggiungono le imposte addizionali regionali e comunali.

 

Quali collaboratori possono percepire compensi sportivi dilettantistici?

L’Agenzia delle Entrate aveva già chiarito con la  risoluzione n.34/E/2001  che rientrano nei redditi diversi i soggetti “che partecipano direttamente alla realizzazione della manifestazione sportiva a carattere dilettantistico”.

La norma agevolata, quindi, è rivolta a tutti quei soggetti le cui prestazioni sono funzionali alla manifestazione sportiva dilettantistica determinandone, in sostanza, la concreta realizzazione.

Rientrano tra questi:

  • atleti dilettanti,
  • allenatori,
  • giudici di gara e commissari speciali che durante le gare o manifestazioni – aventi natura dilettantistica – devono visionare o giudicare l’operato degli arbitri,
  • rappresentanti della società/associazione (figure dirigenziali) che di norma presenziano all’evento sportivo consentendone, di fatto, il regolare svolgimento.

Con la  risoluzione n.38/E/2010  l’Agenzia delle Entrate ha ampliato il regime di favore anche nei confronti di soggetti che svolgono le attività di:

  • formazione,
  • didattica,
  • preparazione e assistenza all’attività sportiva dilettantistica.

Attenzione: si tratta di soggetti che non svolgono un’attività durante la manifestazione, ma rendono le prestazioni sopra indicate a prescindere dalla realizzazione di una manifestazione sportiva.

 

Requisiti soggettivi per utilizzare i contributi sportivi dilettantistici

Per quanto riguarda i requisiti dei soggetti che svolgono le attività sportive sopra descritte ai fini dell’accesso al regime di favore, la  circolare del 1° dicembre 2016  dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro sancisce che:

  • l’associazione/società sportiva dilettantistica deve essere regolarmente riconosciuta dal CONI attraverso l’iscrizione nel registro delle associazioni e società sportive;
  • il collaboratore deve svolgere mansioni rientranti, sulla base dei regolamenti e delle indicazioni fornite dalle singole federazioni, tra quelle necessarie per lo svolgimento delle attività sportivo-dilettantistiche, come regolamentate dalle singole federazioni.

Recentemente l’Agenzia delle Entrate ha risposto a due interpelli fornendo informazioni riguardanti il trattamento fiscale relativo ai compensi erogati a determinati soggetti.

 

Custodi e addetti alle pulizie

I compensi che l’ente sportivo corrisponde ai custodi, agli addetti al giardino del palazzetto e agli addetti alle pulizie non sono riconducibili alla previsione normativa di cui all’articolo 67, comma 1, lettera m), del TUIR in quanto “le prestazioni descritte non sembrano strettamente connesse e necessarie allo svolgimento delle attività sportivo-dilettantistiche dell’ASD, apparendo piuttosto collegate all’assunzione di un obbligo personale diverso da quello derivante dal vincolo associativo”.

Lo ha dichiarato l’Agenzia delle Entrate nella  risposta n.189/2022  ad un’associazione sportiva dilettantistica.

Quindi la retribuzione dovuta a custodi, addetti alla manutenzione del verde/pulizie non può essere erogata attraverso i compensi sportivi dilettantistici e non rientra tra i redditi diversi.

 

Istruttori, allenatori e assistenti

Le somme che l’ente sportivo corrisponde ai propri collaboratori sportivi, anche terzi rispetto ai propri tesserati e/o soci, per lo svolgimento diretto delle discipline sportive dalla stessa organizzate, sia per prestazioni in ambito didattico (sportivo) che per l’assistenza alle atlete in occasione di allenamenti e di competizioni, possono essere ricondotte alla previsione normativa di cui art.67 co.1 lettera m) del TUIR a condizione che le mansioni da questi svolte rientrino tra quelle indicate come necessarie per lo svolgimento delle attività sportivo dilettantistiche dai regolamenti e dalle indicazioni fornite dall’organizzazione di appartenenza.

Lo ha dichiarato l’Agenzia delle Entrate nella  risposta n.190/2022  ad una società sportiva dilettantistica.

Quindi la retribuzione dovuta ad istruttori, allenatori e assistenti può essere erogata attraverso i compensi sportivi dilettantistici e rientra tra i redditi diversi.

Vuoi maggiori informazioni su questo argomento? Vuoi sottoporci un caso specifico?  Scrivici.

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