Essere un’associazione: l’importanza di essere socio

Oggi parliamo dei soci. Sembra una cosa facile definirsi socio, in realtà è un concetto molto importante e pieno di significati pratici, ma anche profondamente etici.

Dopo avere scelto la  struttura migliore per la nostra associazione, aver redatto i  documenti statutari,  aver predisposto il  modello EAS ed i libri sociali,  è giunto il momento di capire cosa vuol dire essere socio di un’associazione.

 

Chi è il socio?

Condividere gli obiettivi di una associazione e decidere di farne parte per dare il proprio contributo alla realizzazione degli scopi sociali è infatti un atto di principio e di profonda condivisione, ancor prima che essere un atto “burocratico”.

Facciamo un piccolo test: secondo voi quanti tipi di soci possono esistere in una associazione?

Ho avuto modo di vedere statuti che contengono le figure più disparate: soci fondatori, ordinari, simpatizzanti, sostenitori, onorari, ecc.

L’associazione è una tipica struttura aperta: chiunque può chiedere di diventare socio purché goda dei diritti civili, decida di condividere ed accettare i valori e le regole previste dallo statuto.

Quindi, oltre ai soci fondatori, anche altri soggetti possono aderire liberamente.

La previsione di diverse categorie di soci in sé non è un problema (se escludiamo la gastrite del consigliere che dovrà tenere sotto controllo il tesseramento e del tesoriere che dovrà registrare le varie quote associative).

Però si devono sempre tenere presente i principi di uguaglianza, democraticità e partecipazione.

Non ci possono essere soci si serie A e di serie B. Tutti i soci hanno uguali diritti di voto, di partecipazione alla vita associativa e di controllo.

Tutti i soci sono tenuti a rispettare le regole definite nello Statuto, nell’eventuale regolamento interno e le decisioni prese dagli organismi dirigenti e dall’assemblea.

Non sottovalutate i concetti di democrazia interna, uguaglianza e partecipazione, perché sono i cardini dell’associazionismo e vengono espressamente richiesti dalle normative di settore per poter accedere alle agevolazioni fiscali.

Inoltre, questi principi vengono accuratamente e puntualmente verificati dagli organi di controllo fiscali in sede di accertamento (una associazione che riunisce regolarmente gli organismi dirigenti e l’assemblea difficilmente sarà una “finta” associazione).

 

Come si diventa socio e come si perde la qualifica

Le regole per diventare socio devono essere descritte nello statuto, così come i diritti ed i doveri dei soci.

Di solito è prevista una domanda scritta da presentare al Consiglio direttivo dell’associazione dove va dichiarato:

  • di voler partecipare alla vita associativa;
  • di accettare senza riserve lo statuto, le attività, le finalità e le regole dell’associazione;
  • di conoscere e di accettare diritti e doveri dei soci descritti nello statuto.

Successivamente il Consiglio direttivo si riunirà e delibererà sull’ammissione e, in caso di esito positivo, trascriverà il nome e i dati del nuovo socio nel libro soci.

Contestualmente all’ammissione il nuovo socio verserà la quota associativa stabilita dal Consiglio.

Il socio può presentare le dimissioni dall’associazione in qualsiasi momento, comunicandole per iscritto al Consiglio direttivo.

La quota associativa o contributi associativi versati non potranno essere restituiti al socio dimissionario, né potranno essere trasmessi ad altra persona.

Dal canto suo il Consiglio direttivo può intraprendere azioni disciplinari nei confronti dei soci, che possono arrivare fino alla radiazione per gravi motivi:

  • azioni ritenute disonorevoli;
  • tenere una condotta che costituisca ostacolo al buon andamento dell’associazione;
  • morosità nel pagamento della quota associativa;
  • mancato rispetto dei doveri statutari e regolamentari, ecc.

È buona regola che nello statuto siano previste forme di ricorso all’assemblea dei soci da parte dell’associato escluso contro la decisione del Consiglio direttivo (sempre per il principio di democrazia e trasparenza interna).

 

Diritti e doveri del socio

I diritti principali sono:

  • partecipare all’assemblea e votare direttamente per l’approvazione e le modifiche dello statuto, dei regolamenti, per l’approvazione del bilancio annuale e per impugnare le delibere degli organi sociali;
  • votare ed essere votati durante le elezioni degli organi sociali dell’associazione;
  • partecipare alla vita associativa e alle attività sociali, anche presentando proposte o fornendo lavoro volontario per la realizzazione delle attività.

I doveri principali sono:

  • rispettare lo statuto e il regolamento interno (se presente);
  • osservare le deliberazioni adottate dagli organi sociali;
  • versare la quota associativa stabilita dal Consiglio direttivo;
  • rispettare le finalità dell’associazione attraverso un comportamento conforme agli indirizzi sociali.

 

Come si prendono le decisioni

Le decisioni vengono prese in assemblea, quindi democraticamente, attraverso il voto di tutti gli iscritti all’associazione secondo il principio di “una testa un voto”.

Possono essere previste deleghe nello statuto, ma è consigliabile di non eccedere nell’uso, per non ledere il principio di democraticità interna.

Le cariche sociali (presidente, amministratori, ecc.) vengono elette dai soci ed hanno l’obbligo di agire nell’interesse dell’associazione.

In altre parole il presidente e gli amministratori hanno il compito di rappresentare l’associazione.

Nella  prossima puntata  parleremo proprio del funzionamento degli organi sociali.

Germana Pietrani Sgalla

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