Il 2026 ha segnato un punto di svolta per gli enti non profit poiché il 1° gennaio 2026 è entrato in vigore il Titolo X del Codice del Terzo Settore (D.lgs 117/2017), introducendo importanti novità fiscali per gli enti del Terzo settore non commerciali iscritti al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore).
Ma la nuova normativa cambia le cose anche degli enti associativi non commerciali che non sono iscritti né al RUNTS né al RASD.
Alcuni di questi enti, in base al cambio delle norme e ai nuovi regimi fiscali previsti dal Codice del Terzo Settore (CTS), potrebbero decidere di iscriversi al RUNTS in corso d’anno.
E qui la domanda sorge spontanea: come si gestisce l’ente dal punto di vista contabile e fiscale, visto che le regole cambiano molto quando si passa da “ente associativo non commerciale” a “ente del Terzo settore”?
Risponderò a questa domanda tra poco, prima però è utile fare un breve riassunto delle novità introdotte dal Titolo X.
Cosa ha cambiato il Titolo X?
La disciplina fiscale del CTS (Titolo X) ha apportato due importanti novità per gli enti associativi non commerciali, ossia quelli non iscritti ad alcun registro:
- ha abrogato le agevolazioni fiscali che l’art.148 co.3 DPR 917/1986 riservava alle associazioni culturali, alle associazioni di promozione sociale (APS) e alle associazioni di formazione extra scolastica della persona (la cosiddetta decommercializzazione dei corrispettivi specifici di soci e associati);
- ha riservato le agevolazioni ai fini IVA e IRES della L.398/1991 esclusivamente agli enti sportivi (quindi tutte le altre forme associative non possono più utilizzarle).
Di conseguenza, dal 2026 le associazioni non iscritte ad alcun registro devono:
- assoggettare a tassazione IVA e IRES le entrate da corrispettivi specifici incassati per le attività svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali a favore dei propri associati;
- far riferimento al regime forfetario previsto dall’art.145 TUIR per la gestione dei ricavi e proventi commerciali.
Cosa succede se un’associazione culturale si iscrive al RUNTS nel corso del 2026?
Se un’associazione culturale si iscrive al RUNTS nel corso dell’anno – nella sezione delle associazioni di promozione sociale (APS) oppure nella sezione “Altri enti del Terzo settore” – dovrà dividere la contabilità in due parti.
Ogni parte corrisponde al periodo legato alla diversa qualifica:
- prima dell’iscrizione, quando l’ente era un ente associativo non commerciale;
- dopo l’iscrizione, quando l’ente diventa un ente del Terzo settore.
Gestione fiscale dell’attività commerciale
Gli enti che svolgono attività commerciale in via secondaria e strumentale, devono continuare a tenere una contabilità separata distinguendo l’attività non commerciale da quella commerciale.
Dal punto di vista fiscale i redditi maturati da attività commerciale prima dell’iscrizione al RUNTS saranno soggetti alle disposizioni ordinarie o al regime forfetario previsto dall’art.145 del TUIR.
Dopo l’iscrizione al Registro il nuovo ETS potrà applicare i regimi forfetari stabiliti dal Titolo X per la tassazione delle attività commerciali, ovvero:
- l’art.80 per gli ETS non commerciali;
- l’art.86 per le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale.
È importante ricordare che solo le associazioni di promozione sociale mantengono la decommercializzazione delle entrate derivanti dai corrispettivi specifici che i soci versano per acquisire maggiori servizi, rispetto gli altri enti del Terzo settore (co.1 art.85 CTS).
Adempimenti IVA e IRES
Nel caso in esame, ai fini IRES l’ente dovrà presentare una sola dichiarazione (Modello Redditi ENC) riassuntiva di tutto l’anno solare, specificando i due diversi regimi fiscali applicati prima e dopo l’iscrizione al RUNTS.
È importante sottolineare che la data di iscrizione al RUNTS segna il confine tra i due periodi: le agevolazioni e i nuovi regimi fiscali del Terzo settore valgono infatti a partire dal periodo d’imposta (o dalla parte di esso) in cui l’ente è stato effettivamente iscritto al RUNTS.
Per quanto riguarda l’IVA, l’ente dovrà assolvere gli adempimenti previsti solo per l’attività commerciale svolta prima dell’iscrizione al RUNTS come ad esempio:
- versamento dell’imposta;
- invio delle liquidazioni periodiche;
- invio della dichiarazione annuale.
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Foto di Steve Buissinne da Pixabay
Lavoro dentro e a fianco del mondo no profit da oltre 25 anni. Ho fondato e amministrato organizzazioni attive in campo sociale e culturale. Il mio obiettivo è aiutare le associazioni a lavorare meglio, a crescere in modo sostenibile e vantaggioso.


